mercoledì 31 ottobre 2012

Siamese Queens


Puntata di Indietravel #19
Nell’ottobre 2011 Vankou, Guy, Guillaume, Alex e Julien rilasciano un 7'', Siamese Queens, in free download su Bandcamp. Dal loro profilo Facebook (per chi ha un account potete sbirciarlo qui) consigliano di ascoltare il loro EP ad alto volume: altrimenti, dicono, è meglio non ascoltarlo proprio. Siamese Queens è a metà strada tra il post hardcore di scuola Washington DC e il postpunk dei Refused. In particolar modo, a proposito della scuola Washington DC, in alcuni punti ricorda i Black Eyes della Dischord, con virate quasi metalcore: ne è un esempio la prima traccia, Mona Lisa The First.   Destrutturazioni ultra noise, una buona tecnica e tanta tanta potenza i piatti offerti dai Siamese Queens. Qui potete guardare una loro esibizione live, ma se l'audio (non buono) non vi soddisfa gustateveli in versione studio su Bandcamp. Alcune delle loro tracce compaiono nella compilation We Are Bxhell, progetto per la promozione delle band rock'n'roll/punk rock/speed rock/hard rock di Bruxelles. 

J.A.T.A.C.


Puntata di Indietravel #19

Sono un collettivo nato a Bruxelles, in cui la creatività si esprime attraverso la collaborazione dei componenti: fra loro, musicisti, videografi, pittori. I J.A.T.A.C. si lanciano in sessions improvvisative che propongono sia dal vivo che su Bandcamp in versione studio. In particolare, su Bandcamp ci sono delle registrazioni effettuate fra l’estate 2010 e quella del 2011.



Great Mountain Fire





Puntata di Indietravel #19
Nei primi anni della loro attività, che ha inizio nel 2006, si autoaccreditavano come Nestor!. This Is A Party Favor è una manciata di registrazioni che diventano un EP autoprodotto. Per questa band di Bruxelles arrivano poi un cambio di nome (diventano infatti i Great Mountain Fire) e l'album Canopy nel 2010.


Nel video, un'esibizione live Twizz Radio in formazione ridotta. I Great Mountain Fire hanno partecipato a importanti festivals tra cui il già citato Dour Festival (vedi poco più su) e Les Nuits Botanique, che ha sede a Bruxelles, ha concluso l'ultima edizione a fine maggio scorso e ha visto i Great Mountain Fire condividere il palco con The Rapture. La band continuerà a suonare nelle prossime settimane quest'estate, toccando fra l'altro Parigi, Bruxelles, Liège. Potete trovare le date sul loro sito.

BRNS


Puntata di Indietravel #19
I Brns (pronunciato "brains") sono un quartetto di Bruxelles. Questi giovani polistrumentisti (a dirla tutta, nella line up dell'ultimo lavoro Wounded sembrano essersi persi un pezzo per strada ma di più le ricerche fatte per il web non tirano fuori)....questi quattro polistrumentisti, dicevamo, ci mettono sul piatto un sound che unisce sonorità eighties, cori alla Animal Collective, elettronica pop, post rock e melodie e ritornelli che si piantano nel cervello con estrema facilità. La loro prima release è BRNS, un 7'' del 2011. Un anno dopo, precisamente a maggio 2012, esce Wounded che a tre delle tracce del precedente lavoro aggiunge 4 pezzi nuovi. Entrambi gli album sono acquistabili su Bandcamp in versione digitale a pochi euro. Quest'estate i BRNS saranno in tour per festival, fra cui ricordiamo il Dour Festival e l'Absolutely Free. Se oltre ai quattro belgi volete gustarvi (fra gli altri) Bon Iver, Squarepusher, Nada Surf a Dour e i danesi Sleep Party People all'Absolutely Free Festival, le date da annotare sono 12-13-14-15 luglio e 3-4 agosto. Qui i siti ufficiali dei due eventi: Dour Festival e Absolutely Free Festival (quest'ultimo solo per chi intende il neerlandese).

Baby Fire


Puntata di Indietravel #19
“Baby Fire” è un’espressione che Ottis Toole, uno dei serial killer più famosi della storia del crimine, usò durante un'intervista per indicare uno dei modi in cui uccideva le sue vittime: due ragazze, in arte Diabolita e Cha!ton (conosciuta anche come Xiao Shitou), l'hanno scelta come nome per la propria band. Diabolita, che in realtà si chiama Dominique, milita anche nei Keiki, band di punta della Cheap Satanism. A Toole e alle sue perversioni (necrofilia e piromania le principali, omettiamo le altre) si ispirano anche i testi dell’unica produzione (finora) delle due, No Fear (marzo 2011), che su Soundcloud potete ascoltare per intero. Si può ben dire che ricordano parecchio la prima PJ Harvey e i Sonic Youth. Qui sotto il video di Sober, tratto da No Fear, con disegni di Mugi Takei.



Vitas Guerulaïtis


Puntata di Indietravel #19
La Cheap Satanism Records è, oltre che un’etichetta, un nome sotto la cui egida si organizzano eventi, spettacoli, festival e viene anche pubblicato un magazine. I fondatori affermano che, prima della fine del mondo, vogliono realizzare un mucchio di progetti, almeno 666. La Cheap Satanism Records si professa amante del satanismo (appunto) "cheap", dello spirito dei b-movie e degli z-movie (pellicole prodotte ai margini dell’industria cinematografica vera e propria, realizzate con budget ai minimi termini e anche per questo incomplete, piene di errori, con sceneggiature abbozzate). Se conoscete il regista Ed Wood, avete capito di cosa stiamo parlando: i suoi film, fra cui Plan 9 From Outer Space, sono considerati infatti pietre miliari del genere b- e z-movie. Fra le produzioni della Cheap Satanism Records spiccano i Vitas Guerulaïtis, il cui nome storpia quello del tennista statunitense Vytautas "Vitas" Kevin Gerulaitis. La band è formata da Davìd, Cèlia e Ismael, francesi trapiantati a Bruxelles. Il loro debutto, l'LP Perce Oreille, è coprodotto dall’etichetta francese Tandori.



Kutin


Puntata di Indietravel #17
Il viaggio in Austria finisce in compagnia della Valeot Records, un’etichetta con base a Vienna che produce Peter Kutin.
Peter è un musicista producer che con i suoi lavori sconfina nelle arti visive, nella sonorizzazione di film muti o di installazioni d'arte contemporanea.


Il suo ultimo lavoro si intitola Ivory (marzo 2012) ed è un flusso fatto di landscapes elettronici, chitarre riprocessate, pulviscolo glitchoso, diviso in sette lunghe tracce che quasi non possono prescindere l'una dall'altra: quasi fossero i frames di un film. In Ivory, dunque, la componente visual viene riprodotta in suono; è un disco a metà strada fra il conterraneo di Peter Christian Fennesz e i Sigur Ros, rivolto ad orecchie capaci di guardare oltre che ascoltare.




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