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venerdì 26 ottobre 2012

Who Knew

Puntata di Indietravel #14

Gli Who Knew sono: Armann (voce), Baldur (chitarra e voce), Snorri (chitarra), Jökull Huxley (basso), Jon Valur (batteria e cori), Hilmir (synths), Fridjon (sound engineer). Sei tipi con energia da vendere, se pensate che agli esordi suonavano in un garage senza riscaldamento a Reykjavik, città in cui la band vede la luce. La loro unica (finora) release è Bits And Pieces Of A Major Spectacle, uscita sia per Devil Duck Records sia per 101berlin: una label, quest'ultima, con base a Berlino ma specializzata su artisti islandesi. L'album è registrato negli studios dei Sigur Ros e nello studio di cui sono proprietari, che hanno chiamato “lo studio sbilenco” (in islandese, per la cronaca, Stúdíó Skjön) per omaggiare la propria scarsa attitudine al bricolage. Bits and Pieces Of A Major Spectacle è pubblicato anche in Giappone dalla Moorworks, che lì produce anche i nostrani A Classic Education. Ecco il video ufficiale di We Do:

FM Belfast

Puntata di Indietravel #14


E' l'Iceland Airwaves ad accendere i riflettori per la prima volta sugli FM Belfast (qui il loro sito ufficiale). La band era ancora pressochè sconosciuta nell’ottobre del 2006, quando manda in delirio il pubblico di quell’edizione del festival. Il primo lavoro è Lotus ma per un full lenght bisogna aspettare il 2008, anno in cui pubblicano How To Make Friends attraverso la loro stessa etichetta, la World Champion Records. Il loro sound può facilmente essere etichettato come electropop e al loro progetto nel corso degli anni hanno contribuito molti collaboratori, fra i quali spunta anche Orvar Smàrason dei múm. How To Make Friends è accolto dalla stampa internazionale con grande attenzione e riceve recensioni più che positive. Nel biennio 2008-2010 gli Fm Belfast partecipano a oltre 50 importanti festival europei.

Nel giugno del 2011 li ingaggia la Morr Music (che, ormai s'è capito, va spesso in avanscoperta in Islanda per trovare nuova linfa sonica per le sue uscite). Esce così Don’t Want To Sleep, il loro ultimo album. Ancora electropop con pezzi come Underwear, fra i brani protagonisti del video qui sotto (girato all'Electronic Beats Festival 2011 di Praga). Uscito come singolo, potete acquistare Underwear in versione 7'' su questo sito, dove trovate anche il loro cd e merchandising vario (magliette, borse ecc...).

múm

Puntata di Indietravel #14

Il nome múm non ha nessun significato preciso, si tratta piuttosto di un gioco grafico, in cui il profilo delle lettere rappresenta due elefanti stilizzati che con le proboscidi sorreggono un bastone.
La storia dei múm ha inizio quando i due fondatori della band Orvar Smàrason e Gunnar Tynes entrano a far parte del Kitchen Motors, un collettivo di artisti sperimentali islandesi in cui si incrociano musica e poesia.
Sin da quei tempi, matura in Orvar e Gunnar una caratteristica nell'approccio alla musica che durerà per tutta la carriera dei múm: la forte componente improvvisativa.
I due abbandonano presto la sei corde con cui hanno iniziato a far musica per partire all'esplorazione dei mondi dell’elettronica do-it-yourself mischiata agli strumenti acustici tradizionali delle gemelle Gyða e Kristín Anna Valtýsdóttir, l’altra ala, o meglio l’altra "proboscide" dei múm (le due si tireranno fuori dalla band rispettivamente nel 2002 e nel 2006). 
Il primo album dell'allora quartetto risale al 2000, si intitola Yesterday Was Dramatic-Today Is Ok, ed esce per una piccola etichetta islandese, la TMT Records.
In questo lavoro, l’elettronica la fa da padrona, dalle increspature digitali del glitch all’indietronica e all’ambient. Il tutto spesso raddolcito con qualche glockenspiel, carillon o flebili linee di fisarmonica che regalano un respiro quasi infantile, certamente onirico.

Nel 2002, il passaggio dalla TMT Records alla Fat Cat Records, una tra le più importanti ed attente etichette del panorama indie internazionale. Su Fat Cat esce il secondo lavoro dei múm, Finally We Are No One, col quale le gemelle Gyða e Kristín diventano l’icona della band e danno allo stile dei múm un’impronta meno sperimentale, con pezzi più vicini alla forma canzone.
Summer Make Gold (2004, Fat Cat Records) è la prima uscita dopo la dipartita artistica di Gyða, sotto il video di They Made Frogs Smoke 'Til They Exploded.



Dopo Go, Go Smear The Poison Ivy (2007), con anche Kristin fuori dalla band, i múm acquistano nuovi membri: Hildur Gudnadòttir (voce), Olof Arnalds (archi e chitarra) e Samuli Kosminen (percussioni). Nel 2009 iniziano la collaborazione con l'etichetta Morr Music, approdo da molti considerato naturale per il tipo di musica che la band compone. La Morr Music produce Sing Along To Songs You Don’t Know.
E’ l’album della maturità dei múm, che mettono da parte l’aria infantilistica degli esordi e danno all’elettronica un ruolo non più predominante. Il lavoro è stato concepito quasi tutto in Estonia, dove il gruppo era stato invitato per un festival. Alloggiati in una villa del ‘300 completamente immersa nella foresta, messa a loro disposizione, i múm vi lavorano alacremente dando vita a pezzi come The Last Shapes of Never, scritto e registrato in un solo giorno, che nel video qui sotto è suonato live all'auditorium San Domenico di Foligno (PG), nel novembre 2009.



L'ultima uscita dei múm è del dicembre 2011: si tratta dell'EP Gleðileg Jól e conta tre brani natalizi della tradizione islandese.

Pascal Pinon

Puntata di Indietravel #14

Jófríður e Ásthildur sono gemelle e hanno all'incirca trent'anni. In due. Hanno scelto il loro nome d'arte pensando a Pasqual Pinon, il messicano "dalle due teste" (la seconda, truccata ad arte, era in realtà frutto di una malformazione) che si esibiva nei freak show a inizi Novecento. Il loro primo concerto, ribattezzato dalle ragazze col nome di “The Friendly Concert”, si è tenuto nella loro camera da letto. Con i successivi concerti tenutisi in vari locali di Reykjavík, hanno attirato l’attenzione della Morr Music, che ha prodotto il loro primo album: Pascal Pinon.
Nel video, l'esibizione per l'Iceland Airwaves edizione 2011 (festival che si tiene ogni anno a Reykjavík), col brano Vandamál Ulfsins.



La musica di Jófríður e Ásthildur segue il solco del folk lo-fi, che le due ricamano con l'ausilio di pochissimi strumenti (flauto dolce, glockenspiel, chitarra acustica, diamonica), suonati tutti a volume basso durante la registrazione dell'album perché i vicini di casa non si lamentassero.
L'album si è guadagnato una nomination nel 2009 agli Icelandic Music Awards come Newcomer of the Year. A novembre 2011, le Pascal Pinon sono state ospiti della SSHH! Night, evento organizzato dal circolo Etnoblog di Trieste. Tra marzo e aprile, saranno impegnate in tour in Giappone (le date: 30/3 Tokyo, 31/3 Kobe, 1/4 Nara, 2/4 Kyoto, 3/4 Ehime, 5/4 Sendai, 7/4 Tokyo, 8/4 Kanazawa).

Valgeir Sigurðsson

Puntata di Indietravel #14

L’approccio alla musica di questo artista si può senza mezzi termini definire totale.
E’ producer, musicista, compositore, ha fondato una tra le più interessanti etichette indipendenti d’Islanda, la Bedroom Community, è proprietario dei Greenhouse Studios, che hanno ricevuto prestigiosi ospiti come Cocorosie, Bjork, Bonnie Prince Billy e Feist (tanto per citarne qualcuno).

Valgeir inizia con lo studio della chitarra classica e ben presto si dedica anche a tastiere, percussioni, electronics e programming.
Nel 1998 è programmer e sound engineener nella colonna sonora di Dancer in the Dark di Lars Von Trier. E' Bjork stessa a ingaggiarlo e inizia in quell'occasione un lungo periodo di stretta collaborazione fra i due. La soundtrack della pellicola finisce così per trasudare tutta la passione di Valgeir per l’elettronica, la musica orchestrale e la musica per film.
E' la Bedroom Community a produrre l'LP Ekvílibríum (2007, disponibile in formato vinile, cd o digitale su Bandcamp) e Draumalandið (2010, soundtrack dell'omonimo documentario, disponibile anche questa in formato cd digipack o album digitale sempre su Bandcamp).
Sotto, un live a Lipsia di Past Tundra, una delle tracce di Draumalandið. Sul palco, Valgeir Sigurðsson si accompagna a Sam Amidon, Ben Frost e Nico Muhly (tre purosangue della scuderia Bedroom Community). 



1860

Puntata di Indietravel #14
Fuori dall’Islanda questo trio è ancora poco conosciuto. Gli 1860 nascono nel 2010 come side-project di un’altra band, The Telepathetics. Il loro debutto discografico è un EP del novembre 2011 che si intitola Sàgan, che vuol dire “storia” ed è anche un tributo all'astronomo e scrittore Carl Sagan; gli 1860 si dicono infatti appassionati di scienza. Sono tutti e tre polistrumentisti ed è quindi normale vederli durante i concerti scambiarsi gli strumenti.
Nel novembre 2011 aderiscono a Inspired By Iceland, una campagna pubblicitaria governativa mirata a risollevare le sorti del turismo che in Islanda, specialmente durante la stagione invernale, era calato vistosamente dopo l’eruzione del vulcano Eyjafjallajokull dell'aprile 2010. Attraverso il sito, per i turisti è possibile scegliere fra un'ampia rosa di attività per cui prenotarsi, offerte dagli abitanti dell'isola: escursioni naturalistiche, merende in case private a base di prodotti tipici, reading serali in un hotel della capitale Reykjavík a cui assistere in pigiama (l'hotel mette a disposizione coperte e cioccolata calda)... Inspired By Iceland è stata ed è tuttora un grandissimo successo. Nell'ambito di questa campagna, gli 1860 hanno tenuto una sessione di prove aperta al pubblico. Ecco il video di una versione live di Snaefellsnes, una delle tracce di Sàgan, eseguita negli studi di un'emittente radio nazionale islandese:

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