venerdì 26 ottobre 2012

Pascal Pinon

Puntata di Indietravel #14

Jófríður e Ásthildur sono gemelle e hanno all'incirca trent'anni. In due. Hanno scelto il loro nome d'arte pensando a Pasqual Pinon, il messicano "dalle due teste" (la seconda, truccata ad arte, era in realtà frutto di una malformazione) che si esibiva nei freak show a inizi Novecento. Il loro primo concerto, ribattezzato dalle ragazze col nome di “The Friendly Concert”, si è tenuto nella loro camera da letto. Con i successivi concerti tenutisi in vari locali di Reykjavík, hanno attirato l’attenzione della Morr Music, che ha prodotto il loro primo album: Pascal Pinon.
Nel video, l'esibizione per l'Iceland Airwaves edizione 2011 (festival che si tiene ogni anno a Reykjavík), col brano Vandamál Ulfsins.



La musica di Jófríður e Ásthildur segue il solco del folk lo-fi, che le due ricamano con l'ausilio di pochissimi strumenti (flauto dolce, glockenspiel, chitarra acustica, diamonica), suonati tutti a volume basso durante la registrazione dell'album perché i vicini di casa non si lamentassero.
L'album si è guadagnato una nomination nel 2009 agli Icelandic Music Awards come Newcomer of the Year. A novembre 2011, le Pascal Pinon sono state ospiti della SSHH! Night, evento organizzato dal circolo Etnoblog di Trieste. Tra marzo e aprile, saranno impegnate in tour in Giappone (le date: 30/3 Tokyo, 31/3 Kobe, 1/4 Nara, 2/4 Kyoto, 3/4 Ehime, 5/4 Sendai, 7/4 Tokyo, 8/4 Kanazawa).

Valgeir Sigurðsson

Puntata di Indietravel #14

L’approccio alla musica di questo artista si può senza mezzi termini definire totale.
E’ producer, musicista, compositore, ha fondato una tra le più interessanti etichette indipendenti d’Islanda, la Bedroom Community, è proprietario dei Greenhouse Studios, che hanno ricevuto prestigiosi ospiti come Cocorosie, Bjork, Bonnie Prince Billy e Feist (tanto per citarne qualcuno).

Valgeir inizia con lo studio della chitarra classica e ben presto si dedica anche a tastiere, percussioni, electronics e programming.
Nel 1998 è programmer e sound engineener nella colonna sonora di Dancer in the Dark di Lars Von Trier. E' Bjork stessa a ingaggiarlo e inizia in quell'occasione un lungo periodo di stretta collaborazione fra i due. La soundtrack della pellicola finisce così per trasudare tutta la passione di Valgeir per l’elettronica, la musica orchestrale e la musica per film.
E' la Bedroom Community a produrre l'LP Ekvílibríum (2007, disponibile in formato vinile, cd o digitale su Bandcamp) e Draumalandið (2010, soundtrack dell'omonimo documentario, disponibile anche questa in formato cd digipack o album digitale sempre su Bandcamp).
Sotto, un live a Lipsia di Past Tundra, una delle tracce di Draumalandið. Sul palco, Valgeir Sigurðsson si accompagna a Sam Amidon, Ben Frost e Nico Muhly (tre purosangue della scuderia Bedroom Community). 



1860

Puntata di Indietravel #14
Fuori dall’Islanda questo trio è ancora poco conosciuto. Gli 1860 nascono nel 2010 come side-project di un’altra band, The Telepathetics. Il loro debutto discografico è un EP del novembre 2011 che si intitola Sàgan, che vuol dire “storia” ed è anche un tributo all'astronomo e scrittore Carl Sagan; gli 1860 si dicono infatti appassionati di scienza. Sono tutti e tre polistrumentisti ed è quindi normale vederli durante i concerti scambiarsi gli strumenti.
Nel novembre 2011 aderiscono a Inspired By Iceland, una campagna pubblicitaria governativa mirata a risollevare le sorti del turismo che in Islanda, specialmente durante la stagione invernale, era calato vistosamente dopo l’eruzione del vulcano Eyjafjallajokull dell'aprile 2010. Attraverso il sito, per i turisti è possibile scegliere fra un'ampia rosa di attività per cui prenotarsi, offerte dagli abitanti dell'isola: escursioni naturalistiche, merende in case private a base di prodotti tipici, reading serali in un hotel della capitale Reykjavík a cui assistere in pigiama (l'hotel mette a disposizione coperte e cioccolata calda)... Inspired By Iceland è stata ed è tuttora un grandissimo successo. Nell'ambito di questa campagna, gli 1860 hanno tenuto una sessione di prove aperta al pubblico. Ecco il video di una versione live di Snaefellsnes, una delle tracce di Sàgan, eseguita negli studi di un'emittente radio nazionale islandese:

My Bubba & Mi

Puntata di Indietravel #13
La puntata è stata realizzata anche grazie a Laura Stocco, che ringraziamo per la collaborazione!



Sono un trio femminile, che si definisce cantanti di ninnananne dalla campagna e che, dicono ancora di loro stesse, fanno musica che ricorda vecchi profumi, come quelli che usavano le nostre nonne. A suonare assieme hanno iniziato nella cucina della casa di Copenhagen dove My viveva. Il primo album l’hanno realizzato in Italia, intitolandolo How It’s Done In Italy. Ne esiste pure una versione speciale uscita solo per il mercato giapponese. I packaging dei loro album sono tutti originali, eccone un esempio qui sotto.


I loro pezzi sono semplicissimi, le ragazze hanno scelto arrangiamenti a base principalmente di banjo, chitarra e voci. La scelta si è rivelata vincente e le ha portate a suonare in vari festivals in giro per l’Europa e gli Stati Uniti. Fra gli altri, ricordiamo l’Iceland Airwaves e il Band Room, che è un festival che si svolge in una piccola costruzione di legno costruita negli anni '20 nel cuore del North York Moors National Park (in Inghilterra). Originariamente ospitava i concerti di una banda musicale locale, può contenere sì e no 100 persone e siccome è dotata di un’acustica perfetta, hanno pensato bene di stabilirla come sede di una rassegna musicale. 
Con parte dei ricavi, viene finanziata la Abbotson Trust, azienda che porta avanti la ricerca sulla musicoterapia. Sotto, il video tratto da un'esibizione live delle My Bubba & Mi alla trasmissione Maps di Radio Città del Capo.



http://mybubbaandmi.com/

Black Valentine

Puntata di Indietravel #13
La puntata è stata realizzata anche grazie a Laura Stocco, che ringraziamo per la collaborazione!


Black Valentine esce su una do-it-yourself label di Reykjavík, la Ching Ching Bling Bling Records, che fa uscire le sue releases su supporti ecocompatibili.
Le sonorità dei Black Valentine viaggiano, in un vasto range, da un folk scarno e lo-fi al post rock e shoegaze. Nel 2010 esce Sex On The Beach, nel dicembre 2011 è il turno di Polygamy Is Alright by Me. Entrambi sono scaricabili gratuitamente su Bandcamp.

Snorri Helgason

 Puntata di Indietravel #13
La puntata è stata realizzata anche grazie a Laura Stocco, che ringraziamo per la collaborazione!

Snorri Helgason è un cantautore da Reykjavik. Ha deciso di dedicarsi completamente alla musica all'età di 19 anni. Con la band degli Sprengjuhöllin ha pubblicato l'EP Fló á Skinni e l'LP Tímarnir Okkar; i suoi lavori solisti sono I’m Gonna Put My Name on Your Door (2009) e Winter Sun (2011). Tutti questi lavori hanno rivelato le grandi doti di Snorri come indiefolk singer e il suo particolare uso del falsetto. Nel 2008 è suo il premio Song of the Year all'Iceland Music Awards. Ecco il video di Ólán, un singolo registrato in un solo take nell’aprile 2010:
Snorri Helgason - Ólán from Snorri Helgason on Vimeo.

 La critica ha accostato Snorri Helgason a grandi nomi del panorama folk mondiale come Paul Simon e Neil Young.
http://snorrihelgason.com/

Mugison

Puntata di Indietravel #13
La puntata è stata realizzata anche grazie a Laura Stocco, che ringraziamo per la collaborazione!

Alias di Örn Elías Guðmundsson, Mugison è ormai una celebrità anche fuori dall'Islanda. Parte come one man band intorno al 2003, ma da tempo ormai c’è un gruppo vero e proprio che lo supporta. Mugison è capace di viaggiare tra il folk alla Iron & Wine, passando da melodie beatlesiane e l’indietronica di scuola tedesca, il blues, il country, l’industrial. La musica di Mugison è quindi praticamente senza confini di genere. La sua discografia: Lonely Mountain (2003), Niceland (2004, colonna sonora), Mugimama Is This Monkey Music? (2004), Little Trip (2005, colonna sonora), Mýrin (2007, colonna sonora), Mugiboogie (2008), Ítrekun (2009), Haglél (2011). Qui trovate un video inedito di Mugison: una cover di Tom Waits, A Little Trip to Heaven, per un film di Baltasar Kormákur.

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