giovedì 25 ottobre 2012

Evripidis and his Tragedies

Puntata Indietravel #9 Barcellona
Healthy Dose Of Pain | Sep 2011



















Iniziato come progetto personale di Evripidis Sabatis, pianista ed illustratore originario di Atene, Evripidis and his Tragedies è diventato con l’ultima uscita A Healthy Dose Of Pain una vera e propria orchestra indiefolk.

Tutto prende il via con una lunga serie di concerti tenuti da Evripidis in giro per Barcellona (le location sono le più svariate: piccolissimi bar di periferia, nightclub, teatri abbandonati...), che gli danno notorietà a tal punto da farlo arrivare addirittura al Primavera Sound Festival e lo portano a suonare in giro per il mondo (New York, Berlino, Londra, Atene, Parigi).

Durante questo percorso, allaccia importanti rapporti di collaborazione col fior fiore della scena indipendente di Barcellona. Questo gli permette di trasformare il suo progetto solista in un’orchestra che si avvale di un numero di membri che va da un minimo di 8 a oltre 20. Sul suo profilo Facebook, la stessa orchestra si chiede: Come definire la nostra musica? Una risposta non riescono a darla, perché le influenze sono tante e diversissime fra loro (Belle&Sebastian, Kate Bush, Bach, le Shangri-Las) e l’apporto di così tanti musicisti rende sfuggevole ogni etichetta.

mercoledì 24 ottobre 2012

Petit

Puntata Indietravel #9 Barcellona

Riportiamo di seguito le domande che abbiamo rivolto via email a Joan Castells, frontman dei Petit.
Troverete prima l'originale in inglese e poi la traduzione in italiano.

 












English

When did the Petit project start? Was it your first musical experience or not?
Petit started in Majorca around 2006. I've played piano since I was 7, taught myself to play guitar and been manager of a few bands and roadmanager and producer of bigger acts before started playing. So I guess it was not my first experience!

Your music suggests us echoes of Neil Young and Eels, among others. In your opinion, which are the artists who mostly influenced you?

I guess you got it right with Neil Young. Remember how The band: The Last Waltz made a great impact on me when I was a teenager. But also I would recognize as an influence anything from PJ Harvey to Leonard Cohen, walking through Dylan, Tom Waits or Lou Reed. That as a lyricist. As a musician, the amount of influences is way to large just to name a few.

The Blackbird Daisy ep | Jul 2011
Your lyrics are intimate, describing what seems to be a very private Petit. They often give us snapshots of a man while sleeping, dreaming or bringing back private memories like, for example, his first kiss. Could you tell us more about your songwriting process?

Lyrics are to me, the most important part of my work. They come first, and around them I build a music that gives those words a very personal dress. As with persons, you can dress them in many ways but the essence will be the same.
Thus, I really take care of how sound and music can influence the perception those words and complement the message of the song. So, to answer your question after this brief introduction: all my lyrics talk in first person about situations I have lived.
All are very personal and in a way they help me to get a perspective about certain experiences that were for me a bit sad, or painful or something to learn about.
I try to use a very understandable language so anyone can relate to it. I usually tend to go to those points that made all persons alike. Those situations where we can all be found. Those words search the listener's empathy and try, in a very personal way, to make anyone who can relate to it, feel embraced in their suffering, joy or hope and fears.

Your label is Manlay Recording, which is entirely managed by the artists themselves. That sounds like an horizontal organization. Does Manlay have any producer (we're talking about someone who gives his contribute to improve releases' sound) or did the artists find any substitutive figure?

Manlay Recording was a venture petit joined for the release of it's first album, Loveshines Firefly. That was a way to dress the cd in a professional way, but with all the inconveniences of a label that does not really exist further than from its concept. A name under where you could put your music and you take care of everything. Therefore, I produced all records Petit has made (Soulsaver bird EP, Loveshines Firefly CD and the Blackbird Daisy EP). As a producer and mixing engineer I've worked with Poomse's debut album Tomorrow will come and it will be fine (Foehn Records).


Petit - About You from ariadna relea on Vimeo.

Next Indietravel episode will be dedicated to Barcellona's underground music and we'll talk, among others, about U_mä, Nico Roig, Evripidis and his Tragedies and of course Petit. What's your opinion about indipendent musical scene in Barcellona? Is there any band or musician that you would like to suggest to our listeners?

Barcelona is a big city with tons of good musicians and interesting projects. Here there's lots of good artists and to name just a few I could really give good info is: Mia Salazar's project The Big Head Troubled Boy, Icebend, Williamsburg or the dutch great singer Rik Van den Bosch.

Will we get the lucky chance to see you playing somewhere in Italy?

I hope I'll be lucky to meet you!!! To be honest, Petit has learned by now to be adaptative and flexible. So here in Barcelona we have the capability to travel easily with van/train/plane anywhere in the world where the music I made has someone willing to listen. Italy? Why not! Will you help us to come to visit soon? We are very nice people, clean and dont get in trouble! :-) Petit is a very small team of people who wants to listen to music and doesnt care about musical industry, I've played anywhere from big theaters, big venues and big festivals to small living rooms on penthouse terraces without any p.a. So, if you want to listen, I/we will come and play for you!

Il suo nuovo video: Blackbird Daisy


Blackbird Daisy, petit from We Love Petit on Vimeo.

Italiano

Quando nasce il progetto Petit? E’ stata la tua prima esperienza musicale?


Il progetto Petit nasce a Maiorca nel 2006 circa. Suono il pianoforte da quando avevo 7 anni, ho imparato da solo a suonare la chitarra e prima di iniziare come musicista sono stato manager per alcune band nonché roadmanager e ho realizzato diverse produzioni. Quindi credo che no, i Petit non siano stati la mia prima esperienza in ambito musicale!

La tua musica suggerisce echi, fra gli altri, di Neil Young e Eels. Quali sono i musicisti che ti hanno maggiormente influenzato?

Direi che con Neil Young avete indovinato. Ricordo come The band: The Last Waltz mi abbia colpito molto quando ero teenager. Tra le altre influenze metterei anche qualunque cosa da PJ Harvey a Leonard Cohen, passando per Dylan, Tom Waits o Lou Reed. Questo, come autore di testi. Come musicista, la lista sarebbe davvero troppo lunga per poterne nominare anche solo qualcuno.

I tuoi testi sono intimi e descrivono un Joan molto privato. Spesso ci offrono istantanee di un uomo mentre dorme, sogna o torna alla mente a ricordi personali come, per esempio, il suo primo bacio. Dicci qualcosa di più su come componi i testi della tue canzoni.

Scrivere i testi è la parte più importante del mio lavoro compositivo. Sono le parole a venire prima e attorno a loro compongo una musica che dia loro un abito molto personale. E’ come per le persone: puoi vestirle in molti modi diversi ma la loro sostanza non cambia. Quindi, mi interessa molto come suono e musica possono influenzare la percezione dei testi che scrivo e completare il messaggio di un brano. Dopo questa breve introduzione, rispondo alla domanda: tutti i testi che compongo parlano in prima persona di situazioni che ho vissuto. Sono tutti molto personali e in un certo senso mi aiutano a trovare nuovi punti di vista su esperienze per me tristi o dolorose, oppure mi aiutano a imparare qualcosa. Cerco sempre di usare un linguaggio molto comprensibile, così che chiunque possa identificarsi. Tendo a trattare quei temi che ci uniscono tutti, parlo di situazioni che chiunque può vivere sulla propria pelle. Le mie parole cercano l’empatia di chi ascolta e, in maniera molto personale, cercano di far sì che chiunque possa identificarcisi e sentirsi abbracciato dalla sofferenza, dalla gioia, speranza o dalla paura che esse esprimono.


La tua etichetta è la Manlay Recording, che è gestita interamente dai suoi stessi artisti. In questa label, che sembrerebbe avere sorta di organizzazione orizzontale, esiste la figura del produttore (intesa come colui che contribuisce al miglioramento del sound di un disco) oppure l’avete sostituita con qualcos’altro?

La Manlay è un’impresa a cui i Petit hanno aderito per l’uscita del primo album, Loveshines Firefly.
E’stato un modo per dare al cd una veste professionale, ma con tutte le scomodità di una label che non esiste se non concettualmente. Si tratta in sostanza di un nome sotto cui pubblicare la tua musica, sei tu a doverti occupare di tutto. Perciò, sono stato io a produrre tutti gli altri dischi dei Petit: l’EP Soulsaver Bird, il cd Loveshines Firefly e infine l’EP Blackbird Daisy. Come produttore e mixing engineer ho lavorato invece all’album di debutto di Poomse Tomorrow will come and it will be fine (Foehn Records).

Dedicheremo la prossima puntata di Indietravel (andata in onda domenica 13 novembre e lunedì 14, n.d.r.) alla musica underground di Barcellona e, fra gli altri, parleremo di U_mä, Nico Roig, Evripidis and his Tragedies e, naturalmente, dei Petit. Che ne pensi dello scenario della musica indipendente di Barcellona? C’è qualche gruppo o artista che consiglieresti a chi ci ascolta?

Barcellona è una grande città piena di ottimi musicisti e progetti molto interessanti. Qui abbiamo un sacco di artisti validi: per consigliarne qualcuno, nominerei il progetto di Mia Salazar Big Head Troubled Boy, Icebend, Williamsburg e il fantastico cantante fiammingo Rik Van Den Bosch.

Avremo la fortuna di vedere un tuo concerto in Italia?

Spero davvero di avere la fortuna di incontrarvi! Sul serio, ormai i Petit sanno adattarsi ad ogni situazione. Qui da Barcellona abbiamo la possibilità di spostarci facilmente con ogni mezzo, furgone, treno, aereo, dovunque ci sia qualcuno interessato ad ascoltare la mia musica. In Italia? Perché no? Ci aiuterete a venire? Siamo persone che non danno nessun fastidio! I Petit sono un piccolo gruppo a cui interessa solo ascoltare musica, non ci importa nulla della musica intesa come industria di profitto. Ho suonato nei posti più disparati, dai grandi teatri ai grandi palcoscenici, da importanti festival a piccoli salotti privati e terrazzi sui tetti. Quindi, se davvero volete ascoltarci, verremo a suonare per voi!

Petit's website
Petit's Facebook
Petit's Bandcamp

martedì 23 ottobre 2012

Oso Leone

Puntata Indietravel #8 Spagna

All'etichetta Foehn Records fanno capo anche gli Oso Leone, di Palma di Maiorca. Propongono un post folk intimo, nel cantato e soprattutto nei cori quasi psichedelico. Accanto alle chitarre e al banjo, compaiono fantasmi di sintetizzatore e programming che creano landscape minimali sui quali poggiano ipnotiche percussioni in grado di trasportarci nella natura selvaggia e incantevole delle montagne di Deia, dove si trova la sorgente d’ispirazione dell’album. E’in quei luoghi, infatti, che hanno iniziato a comporre i brani dell’album Oso Leone.


oso leone - Rebellion from Alberto Simón on Vimeo.

Wild Honey


Puntata Indietravel #8

Dietro lo pseudonimo Wild Honey si cela un gruppo di amici, prima ancora che musicisti, capeggiato da Guillermo Farre. Ad oggi, l'unico album pubblicato è del 2009 e porta il curioso titolo di Epic Handshakes and a Bear Hug (Lazy Recordings).

E' stato registrato a casa di Guillermo e mixato in soli 6 giorni. Al di là di questa release, Wild Honey è attivo con concerti e collaborazioni: fra queste ultime, segnaliamo quella con Robo, un collettivo musicale che ha chiesto a Guillermo e altre band e musicisti di scrivere canzoni ispirate alle proteste degli indignados spagnoli. Guillermo ha contribuito con Ascensores a la planta trece, scaricabile gratuitamente a questo link: http://esunrobo.bandcamp.com/track/ascensores-a-la-planta-trece . Si tratta di un brano, per ammissione stessa di Guillermo, diverso dal percorso musicale a lui familiare, che si rifà a un folk spensierato, solare e arioso (dalla critica sono stati etichettati come bubblegum pop).

http://thisiswildhoney.com/



Slowdance In Flannel


Puntata Indietravel #8


Il nostro bel viaggio in Spagna termina nella capitale Madrid, che ha dato i natali agli Slowdance in Flannel e al loro ultimo lavoro Spain my mistress.

Si tratta di una band composta da americani e spagnoli, che ci regala un indie folk fatto di melodie sognanti che danzano lente ed eleganti sui violini o su pochi accordi che creano la canzone pop perfetta, come accade in Same Song.

L'album è in free download su piattaforma bandcamp




.Tape. (dot tape dot)


Puntata Indietravel #8

Esponente del “domestic audio”, della “bedroom electronic music”: in sostanza, a .Tape. (Dot Tape Dot) piace fare le cose a casa sua.

Su materiali glitchosi, su tappeti di synth compaiono tastierine casio e giocattolini vari, loop di arpeggi, compone e registra a casa, da solo o in compagnia di collaboratori che a volte si uniscono a lui nei concerti.

Una delle sue uscite, Tomavistas, è una raccolta di suoi pezzi: alcuni di loro sono inediti, altri fanno parte di compilation private, altri sono stati pubblicati in giro per il mondo da etichette "non convenzionali" e ovviamente indipendenti (cd-r labels, netlabels).



Dot Tape Dot è anche pittore, visual artist, nonché collaboratore di una radio in streaming che si chiama Radiadora. La sua trasmissione si chiama Albatros, è solo musicale e alcune puntate sono interamente di field recording, come quella registrata nelle calle di Lisbona. A tale proposito, se non vi è bastato quello che abbiamo fatto sentire in trasmissione, fatevi un bel viaggio con questa.

Una delle sue ultime collaborazioni è quella con aroah dalla quale nasce un album intitolato Patterns

El Guincho


Puntata Indietravel #8



Ci regala un weird folk come non lo si sentiva dai tempi di Sung Tongs degli Animal Collective.
Ha vinto nel giugno 2011 il Best Song of the Year agli Spain’s Indie Music Award  
per la canzone Bombay tratta da Pop Negro. In autunno è atteso il suo nuovo album.

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