martedì 23 ottobre 2012

Slowdance In Flannel


Puntata Indietravel #8


Il nostro bel viaggio in Spagna termina nella capitale Madrid, che ha dato i natali agli Slowdance in Flannel e al loro ultimo lavoro Spain my mistress.

Si tratta di una band composta da americani e spagnoli, che ci regala un indie folk fatto di melodie sognanti che danzano lente ed eleganti sui violini o su pochi accordi che creano la canzone pop perfetta, come accade in Same Song.

L'album è in free download su piattaforma bandcamp




.Tape. (dot tape dot)


Puntata Indietravel #8

Esponente del “domestic audio”, della “bedroom electronic music”: in sostanza, a .Tape. (Dot Tape Dot) piace fare le cose a casa sua.

Su materiali glitchosi, su tappeti di synth compaiono tastierine casio e giocattolini vari, loop di arpeggi, compone e registra a casa, da solo o in compagnia di collaboratori che a volte si uniscono a lui nei concerti.

Una delle sue uscite, Tomavistas, è una raccolta di suoi pezzi: alcuni di loro sono inediti, altri fanno parte di compilation private, altri sono stati pubblicati in giro per il mondo da etichette "non convenzionali" e ovviamente indipendenti (cd-r labels, netlabels).



Dot Tape Dot è anche pittore, visual artist, nonché collaboratore di una radio in streaming che si chiama Radiadora. La sua trasmissione si chiama Albatros, è solo musicale e alcune puntate sono interamente di field recording, come quella registrata nelle calle di Lisbona. A tale proposito, se non vi è bastato quello che abbiamo fatto sentire in trasmissione, fatevi un bel viaggio con questa.

Una delle sue ultime collaborazioni è quella con aroah dalla quale nasce un album intitolato Patterns

El Guincho


Puntata Indietravel #8



Ci regala un weird folk come non lo si sentiva dai tempi di Sung Tongs degli Animal Collective.
Ha vinto nel giugno 2011 il Best Song of the Year agli Spain’s Indie Music Award  
per la canzone Bombay tratta da Pop Negro. In autunno è atteso il suo nuovo album.

Maika Makovski

Puntata Indietravel #8 Spagna

Metà andalusa e metà macedone, è un’artista che ha iniziato a ricevere riconoscimenti per la sua musica fin dalla tenera età di 15 anni. Considerata una delle voci più autorevoli del panorama rock spagnolo, le sono bastati 2 album per attirare l’attenzione di John Parish: il produttore di PJ Harvey, Cesare Basile ed Eels la invita nel suo studio di Bristol per farle registrare il terzo lavoro.


L’album esce su Origami Records, un’etichetta di Madrid nata nel 2007.
Ascoltandolo ci si accorge subito della produzione Parish nei suoni e negli arrangiamenti, mentre Maika, dal canto suo, strizza l’occhio a PJ Harvey.






Marina Gallardo

Puntata Indietravel #8 Spagna

E' una folk singer di El Puerto de Santa Maria (Cádiz).

Il suo primo lavoro Working to Speak esce su Foehn Records nel 2008, due anni dopo esce Some Monsters Die And Others Return.

In questo suo secondo album, i testi tessono un mondo fatto di mostri oscuri e onnipresenti, che la torturano ma allo stesso tempo, a volte, possono offrire forza e sostegno, proprio come recita A Beast in MeI’ve got a beast in me, freewheeling and disturbing, writhing inside, offering me strength.

Di straordinaria bellezza è anche Tired Man: in poco più di un minuto e mezzo, pochi accordi folk, un organo come tappeto e la voce intima di Marina ci fanno chiudere gli occhi e sentire il profumo della resina degli alberi o l’odore della terra, i passi di un uomo stanco che si allontanano verso un tramonto di fine estate.

In molti episodi dell'album il suo stile minimale è impreziosito da arrangiamenti di chitarra elettrica e una parte percussiva delicata fatta di cymbals, triangolo, rullanti appena sfiorati dal vento delle spazzole e azzeccatissimi giri di basso.


Mentre attendiamo con ansia un suo live in Italia, postiamo 15 minuti di un suo concerto tenutosi al Sala Malandar a Siviglia.

Guadalupe Plata

Puntata Indietravel #8 Spagna

I Guadalupe Plata incarnano nel loro sound l'aspetto più meticcio del blues, una delle principali sfumature che lo ha contraddistinto durante la sua storia: la contaminazione.

Ascoltandoli incontri John Lee Hooker, Howlin’Wolf, per poi passare a Captain Beefheart, Jimi Hendrix, tanto rock’n’roll; il tutto condito in salsa acida, distorta, contaminata.

Ne esce fuori un blues sporco di punk garage, di no wave, di psychobilly, di noise...forse i Guadalupe Plata lo chiamerebbero El boogie de la muerte, titolo di un pezzo del loro ultimo album che mettono a disposizione in free dowload su Bandcamp.

Ne esiste anche una versione in vinile coprodotta da Folc Records e Sociedas Fonográfica Subterránea.
Nel video che segue, la loro esibizione nell'ambito dell'edizione 2010 del festival Eutopìa, vetrina per la libera espressione della creatività dei giovani. Notate bene l'insolita ballerina di flamenco e la reazione entusiasta del pur attempato pubblico!




Emilio Josè

Puntata Indietravel #8 Spagna
Artista dalla “smisurata ambizione” (come viene definito dalla sua stessa casa discografica, la Foehn Records), canta indifferentemente in spagnolo, portoghese, italiano, catalano, gallego, francese e con le canzoni del suo unico (per ora) album Chorando Aprendèse se ne va a passeggio fra rap, samba, bossa nova... Il lavoro, un doppio, conta 28 tracce e contiene campionamenti di (fra gli altri) Prokofiev, Frank Sinatra e le musiche dell'anime Marmalade Boy. Si tratta della seconda collaborazione di Emilio Josè con la Foehn Records, che aveva prodotto il disco del gruppo di cui Josè faceva parte, gli Apeiron. Due dei componenti di questo gruppo suonano anche in Chorando Aprendèse.

 Probabilmente Emilio Josè è uno di quei tanti artisti di cui si dice: o lo ami o lo odi. Ciò che sicuramente colpisce è la sua originalità, la spontaneità, l'uscire fuori da qualsiasi schema. Le sue sono canzoni caleidoscopio e la pluralità e la mutazione ne costituiscono la liquida e sfuggevole struttura.

Samba giocattolo, field recording e continui cambi di tempo, pezzi composti a mo’ di scatole cinesi in cui all’ascoltatore di sicuro non è dato di capire in anticipo come va a finire... Proprio avevi afferato il ritornello, proprio quando il ritmo aveva coinvolto ogni tuo muscolo, Emilio Josè spariglia le carte.

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